Sinceramente ho paura, e forse dovremmo averne tutti. Si percepisce in maniera sempre più insistente la rottura, fibra dopo fibra, di quella parvenza di equilibrio geopolitico e sociale ormai rimasto. Questo primo mese del 2026 mi ha terrorizzata, giorno dopo giorno si è spogliata lentamente la follia che controlla questa nostra contemporaneità. Sempre meno chiara è la linea di confine che separa la realtà dall’assurdo.
Ogni scelta, presa da chi ha apparentemente il controllo, è un affronto alla stabilità, tutto è caos, tutto è minaccia, tutto è paura.
Tuttavia trovo che questa paura, sia la più naturale e consapevole delle reazioni alla progressiva perdita di controllo. Sembra impossibile pensare di programmare un futuro, perché è già tanto sopravvivere in questo presente. Tutto ha sottolineato quanto sia fragile la vita, insegnando, forse tra le righe, l’importanza di apprezzarne ogni secondo.
La tragedia dei giovani, di Crans-Montana, ha gridato al mondo l’importanza del silenzio, davanti alla morte di giovani, conseguenza diretta dell’avarizia dei responsabili, non c’è forma di rispetto più grande del silenzioso compianto. A domande lecite sono state date risposte senza filtri, chi pensava di averne diritto ha speculato su sbagli ed errori di chi in realtà non aveva colpe se non quella di vivere. Le tensioni geopolitiche, dall’arresto dell’ex presidente Maduro alla volontà di annessione della Groenlandia dagli Stati Uniti hanno smascherato l’unica vera legge ormai vigente: la legge del più forte. La prepotenza sembra l’unica strategia ormai funzionante, le vite di cittadini, le storie di famiglie, la stabilità di popoli non hanno valore davanti alla follia di chi può scegliere. Infine, per nominare una tra le tante situazioni mostruose che aleggiano sull’oggi, il caos che vige su Minneapolis e l’America tutta, sta alimentando un fuoco pericoloso. L’ICE, severamente guidata dall’ amministrazione Trump, sta completamente asfaltando lo stesso diritto ad essere persone, infrangendo qualsiasi responsabilità morale e infangando la storia stessa.
Come non provare paura? La paura in questo caso non è che dimostrazione di buon senso, anzi unica dimostrazione di buon senso. Chi prova paura è cosciente della gravità dei nostri giorni, chi ha paura conosce i potenziali rischi delle scelte prese da altri.
Cadono ogni giorno quelle flebili speranze rivolte a chi è al comando, non faccio che perdere fiducia nei confronti di un’umanità che sembra andare sempre più a sbattere. Vedo solo un grande, enorme muro, abbiate dunque paura. Non mettiate neanche un secondo in discussione il vostro diritto ad avere paura, anzi temiate di non averne. Nella speranza che questa paura si trasformi in forza, affinché lo spirito critico dei pochi che sembrano averne, la conoscenza effettiva di ciò che accade, l’informazione veritiera della realtà possano illuminare il nostro diritto a vivere.
