E non si dica che la nostra Giunta non pensa all’intrattenimento estivo dei suoi cittadini!
Come si è appreso dal bisettimanale cittadino, poco prima del consiglio comunale del 25 giugno, il vicesindaco Novelli sarebbe stato coinvolto in un diverbio con un sessantanovenne, conclusosi con l’intervento di una gazzella dei Carabinieri e con una prognosi di sette giorni per l’uomo. La notizia è emersa perché l’evento si è svolto sulla pubblica via e, possiamo immaginare, alla presenza di testimoni.
Come si è appreso dai profili social del vicesindaco, invece, l’altro protagonista del fatto è stato il “suocero” di Novelli, a sua detta a causa di diverse tensioni pregresse di natura strettamente privata e “familiare”.
Alla luce di questo, ci preme sottolineare tre aspetti. Il primo: ci appare quantomeno curioso (in realtà ampiamente contraddittorio) che il vicesindaco Novelli lamenti alla stampa di aver spiattellato in pubblico un fatto familiare, e quindi privato, quando invece ad aver rivelato la natura familiare di quel litigio è stato lui stesso attraverso i propri canali social, che tutto sono fuorché privati. Tutto questo è già stato ampiamente chiarito dall’organo di stampa coinvolto.
È interessante, poi, leggere i numerosi commenti a supporto del vicesindaco comparsi sotto i suoi post, provenienti anche da donne. Stando alla ricostruzione fornita da Novelli, non possiamo certo dire che le sue sostenitrici abbiano legittimato gesti violenti, che non sarebbero avvenuti, ma supportano una condotta potenzialmente aggressiva. Se, come ha affermato il vicesindaco, dovremmo chiederci quale uomo non avrebbe reagito come lui, potremmo anche chiederci quale donna vorrebbe un compagno che urli contro suo padre sulla pubblica via.
Infine, pensiamo che un dettaglio sia sfuggito al dibattito: che cosa pensa la compagna del vicesindaco di tutta la vicenda? Sarà stata contenta di essere stata coinvolta in modo così pubblico dal fidanzato, vedendo divulgate con questa disinvoltura dinamiche personali
che riguardano la sua famiglia?
Ci sarebbe poi, un aspetto di natura politica. Se da un lato ci pare inconcepibile che l’opposizione, pardon, minoranza, non abbia speso una riga per commentare un fatto per il quale qualche anno fa, quando la politica aveva un valore, ci sarebbero state dimissioni immediate, dall’altro lato ci sembra del tutto naturale che il partito della ministra Garnero-Santanché, di Pozzolo e di Delmastro non preveda tale ipotesi.
