Con gli Auguri di fine anno Enrico Bruschi ci inviava per mail un allegato che definì “Considerazioni di fine anno”, per un’eventuale pubblicazione. Ora possiamo definirlo il suo testamento politico del suo essere uomo libero.
Si tratta di un suo intervento in Consiglio Comunale, che non poté concluderne l’esposizione poiché bloccato per eccessiva lunghezza.
“Siamo all’ultimo Consiglio dell’anno, vorrei fare alcune valutazioni relative al confronto caratterizzato da una crescente prepotenza e fraintendimenti intenzionali da parte della maggioranza, culminate insopportabile sequenza di sprezzanti, immotivate e false accuse, anche personali, all’opposizione ed ai singoli Consiglieri della precedente seduta, lunedì. Che sembra condensare e simboleggiare le dinamiche di un intero anno.
Poiché non intendo cadere in affermazioni generiche, tipiche di chi non ha argomenti, cercherò di citare analiticamente i singoli episodi, peraltro seguiti ad un nostro generoso voto favorevole, direi quasi un atto di fede nei confronti di una variante urbanistica del tutto estemporanea e priva non solo della minima progettualità ma, salvo omissione di dati conosciuti ma tenuti nascosti, da una totale mancanza di consapevolezza sul progetto per cui tale variante è stata richiesta. Con l’ingiustificabile giustificazione che il progetto è di un’impresa privata che, di conseguenza, fa ciò che le pare. Non funziona così Assessore, in uno Stato democratico e liberale, come recita la nostra Costituzione, il pubblico, nelle sue diverse articolazioni “determina i controlli opportuni affinché l’attività economica possa essere orientata a fini sociali e ambientali” (Titolo III). Un voto favorevole generosamente sollecitato, per superare alcune perplessità, dal nostro Candidato Sindaco e dal nostro Capogruppo che, come ringraziamento, si è ricevuto una lunga serie di accuse infondate e insulti personali. Faccia tosta ecc. non mi sembrano valutazioni politiche. In compenso nessuna risposta alle domande poste, che ripropongo, non tanto per personale curiosità, ma per una dovuta e precisa informazione ai cittadini, soprattutto a coloro che l’hanno votata.
- Dove viene prodotto l’idrogeno
- Con quali fonti energetiche viene prodotto
- Quando si prevede l’inizio della distribuzione di questo innovativo carburante
Con la speranza che l’Anno che verrà, porti qualche notizia precisa
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Il consigliere Miceli poi, dopo avermi invitato a cambiare occhiali perché lui non vede alcun declino della nostra città (ma in altre occasioni ha pure dichiarato di vedere un Pronto Soccorso che funziona benissimo, mentre servirebbe un’intera serata per riportare le tante segnalazioni di pesanti disservizi), ha pure stigmatizzato il mio abbandono della Commissione, dove a suo avviso avrei dovuto parlare, anziché in Consiglio. Per andare a protestare davanti all’ospedale, senza concludere nulla.
Mi permetto di ricordare al consigliere che per ora, nonostante la somma di leggi e norme liberticide di questo governo, grande ammiratore delle democrazie illiberali e di regimi criminali, grazie alla nostra Costituzione, frutto della Lotta di Liberazione dal nazifascismo, siamo ancora in uno Stato di Diritto, in cui un Consigliere di opposizione può parlare nel luogo specificamente deputato, il Consiglio Comunale, andare ad una manifestazione per chiedere la liberazione di medici e infermieri Palestinesi, detenuti nelle carceri israeliane senza alcuna accusa specifica. Assolvendo a quello che per ogni operatore sanitario, consapevole del valore essenziale del proprio lavoro, dovrebbe essere un imperativo morale. Quanto agli occhiali, è vero che mi è stato prenotato un intervento di cataratta a 3 anni (ne è passato uno abbondante il traguardo si avvicina), ma per vedere le numerose vetrine spoglie bastano pochi decimi e, soprattutto, non servono occhi per conoscere la preoccupante decrescita anagrafica, la perdita di servizi, il continuo dislocamento di industrie. Ricorda che domani ci rivedremo per provar a mettere qualche pezza alla triste situazione di molte decine di famiglie di lavoratori IBL? Certamente io ci sarò, anche se sono consapevole che personalmente non potrò concludere nulla. Ma, anche in questo caso, lo ritengo un dovere morale
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Un mio intervento sul vasto programma dell’ambiente, dal quale rilevo una pesante assenza, la transizione ecologica, nella nostra città limitata al miglioramento dell’illuminazione pubblica con le lampade a led (inevitabile, vista la scomparsa quelle a incandescenza) e a qualche colonnina di ricarica elettrica, sottoutilizzata causa gli alti costi di questi mezzi; il mancato impegno sulle comunità energetiche, ritenute inutili dall’Assessora Fracchia che, al mio accenno sul taglio in Finanziaria da parte del suo Partito dei relativi contributi previsti, mi ricorda che siamo a Casale. Dimenticando che se si buttano soldi da una parte, inevitabilmente vengono meno da altre. Rimane comunque l’unico segnale della sua presenza. Stanca o annoiata, abbandona l’aula, evitando ogni approfondimento dell’argomento.
Ovviamente analogo silenzio imbarazzato dall’Assessora all’Agricoltura, il cui bilancio consiste nell’elemosina di mille €, per la raccolta di animali morti a bordo strada.
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Il meglio arriva a tarda ora: l’accusa di far solo rumore e confusione da parte del Consigliere Tatarciuc. Certo che i consiglieri di maggioranza, abituati a leggere uno scontato compitino agiografico forse suggerito dagli stessi destinatari degli elogi, potrebbero anche fare silenzio e cambierebbe poco. Dall’inizio della Consigliatura mai una critica, sarebbe troppo, un delitto di lesa maestà, ma neppure qualche suggerimento migliorativo. Forse potrebbe essere utile, o quest’Amministrazione è perfetta e infallibile come Dio?
Una confusione che invece è apparsa evidente nell’intervento del suo collega Ugazio, che ha iniziato contestandomi parole, relative al tema dei trasporti, da me mai pronunciate, per continuare, con molto fervore, sul nostro accanimento nell’ opporci a tutto a prescindere (come detto, avevamo da poco votato a favore di una proposta di variante alquanto nebulosa) e di avere l’ossessione di un impossibile recupero di un bene appartenente al demanio. Ricordo che anche il Castello, centro culturale che ora sta tanto a cuore allo stesso Ugazio, fu del demanio, finché non venne acquisito da una Giunta di centro-sinistra che ne iniziò il recupero. E allora non c’erano i fondi PNRR della vitupera (da voi) Europa. Caserme per le quali i nostri progetti non comportano certo la vendita al prezzo di un singolo alloggio, proprio in conseguenza dell’assenza di ogni minima idea, ma progetti di recupero e riutilizzo di lungo respiro, che coinvolgano anche risorse e capacità di privati, che le portino ad essere beni preziosi per le prossime generazioni di Casalesi e volano di sviluppo della città, come oggi è il Castello, di cui giustamente quest’Amministrazione intende proseguire il recupero. Perché chi ha a cuore la città, non si limita alla ricerca del consenso per le prossime elezioni ma, a costo di perdere voti, pensa alla città e, più in generale ad un mondo, in cui le prossime generazioni possano trovare buone condizioni di vita.
Sappiamo che gli slanci eroici sono connaturati al Consigliere Ugazio: dall’intitolazione di una via al Vate D’annunzio, colui che, dando risalto al disprezzo del criminale Cadorna per i soldati che soffrirono e morirono nelle trincee sul fronte austriaco e nei campi di concentramento, li definì IMBOSCATI D’OLTRALPE. Erano gli stessi Alpini, oggi giustamente celebrati, allora fucilati se, anziché offrire il petto alle mitragliatrici nemiche, provavano a cercare un riparo; che non solo, quando fatti prigionieri morivano di fame e di freddo, non poterono avere alcun aiuto dalla Croce Rossa, ma ne fu persino vietato l’invio da parte delle famiglie; e che tornati in patria scheletriti, anziché riportati agli affetti famigliari, furono nuovamente internati per essere processati.
Alla sdegnata uscita da quest’ aula, con perentoria e reiterata richiesta di scuse, dopo la mia affermazione che alcuni partiti della maggioranza praticano politiche xenofobe.
Salvo, dopo pochi mesi trovare manifesti di propaganda per un movimento REIMMIGRAZIONE E RICONQUISTA, con l’immagine della sua vicina di banco in Consiglio Di Bernardo. Per chi non conoscesse il significato esatto di remigrazione: “CONCETTO DI ESTREMA DESTRA di pulizia etnica attraverso la deportazione di massa di popolazioni minoritarie non bianche …. Compresi coloro che sono nati in Europa e possiedono la cittadinanza, nel loro luogo di origine raziale” (Wikipedia)
Al concetto alquanto restrittivo di cultura, rinchiuso nello stretto ambito dell’identità, delle radici, delle tradizioni, valori certo importanti, che rischiano di soffocare se isolati dal mondo. Proprio chi è consapevole dei propri valori e tradizioni non teme il confronto, la contaminazione, il meticciato. Proprio da questo continuo e proficuo incrocio di culture e tradizioni diverse nasce la nostra cultura, le nostre tradizioni estremamente variegate e soprattutto i nostri valori, sempre più clamorosamente traditi proprio da questa destra sovranista, spesso al servizio di sovrani stranieri.
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Resta ancora qualcosa da dire sulle repliche dei Consiglieri. Di alcuni abbiamo abbondantemente parlato.
Il Vicesindaco, che ovviamente difende con passione e con ampia citazione di dati e dettagli le scelte dell’Amministrazione ha confermato una certa ostilità riguardo alla transizione energetica. Criticato sulla mancata opportunità di copertura di Piazza Venezia con pannelli fotovoltaici ha mostrato una grande immagine del parcheggio di un’area di servizio coperta da pannelli, chiedendo se sia lecito effettuare simile intervento in centro storico. A parte che l’area, adiacente alla massicciata della ferrovia, difficilmente può essere consideratale, altrimenti vi rientrerebbe anche la Caserma Mazza, a poche centinaia di metri sul cui degrado le ultime Amministrazioni di destra non hanno mai mostrato il minimo interesse, davvero un parcheggio può giovare al pregio di monumenti, palazzi storici e chiese?
Da ultimo l’Assessore al bilancio: non solo io ma, credo, tutti i Consiglieri hanno difficoltà a comprendere le sue relazioni. Più precisamente continuo a credere che la complessità, le regole astruse, lo stesso linguaggio incomprensibile usato per illustrarlo, sia un artifizio, non della destra ma di tutte le Amministrazioni del nostro Paese, per tenere i cittadini all’oscuro. Credo che la semplificazione, di cui tutti parlano ma cui nessuno finora ha provveduto, potrebbe dare un’immagine più democratica delle Istituzioni. Talvolta fatico però a seguirlo nelle sue considerazioni. Ad esempio mi è sfuggito il nesso per cui il mio apprezzamento per la sua affermazione che il bilancio è un atto politico, mentre il mio partito, in qualche documento, lo avrebbe invece definito tecnico, mi renderebbe un kamikaze. Non è specificato in quale contesto, comunque, come si suol dire, il PD è tutt’altro che una caserma ed il sottoscritto è abituato a ragionare con la propria testa”.
