Erano tutti amici…

Erano tutti amici, dicevano. Sembra ancora di sentire le voci della campagna elettorale: noi siamo prima di tutto amici, di là invece – cioè nel centrosinistra – litigano e si fanno le scarpe. Sembra ancora di sentire rincuorare gli elettori: fidatevi, noi non anteponiamo logiche di partito perché noi sì che siamo davvero amici.

Un’amicizia così forte che, nemmeno il tempo di prendere possesso del Comune, che la destra-destra aveva già fatto le scarpe a un consigliere comunale al quale, alla luce del suo impegno in tema di trasporti, avevano lasciato presagire l’odore dell’assessorato. Macché, stai a vedere che servivano solamente i voti!

Ora, nella seduta del Consiglio Comunale del 26 novembre si scopre un’altra attestazione di amicizia: il consigliere di Forza Italia Benedetto Riccobono, capogruppo durante il mandato Riboldi e che fu anche consigliere provinciale, ha deciso di lasciare il gruppo – all’interno del quale sappiamo che volino i coltelli – per rimanere indipendente.

“Non sappiamo i motivi”: così ha tentato di gettare acqua sul fuoco il presidente del Consiglio Comunale Filiberti. Peccato che i motivi li abbia poi forniti, il giorno dopo, lo stesso Riccobono: “Negli ultimi mesi si sono verificati fatti e atteggiamenti che hanno superato ogni limite di correttezza politica e personale. Durante la campagna elettorale e nei successivi appuntamenti istituzionali, alcuni esponenti locali del partito hanno messo in atto comportamenti che hanno inciso profondamente sulla mia attività amministrativa e sulla mia dignità politica. Sono stati alimentati sospetti infondati, sono state avanzate insinuazioni prive di riscontro e si sono verificate manovre interne che hanno avuto come unico effetto quello di isolarmi e di escludermi”.

E ancora: “Le scelte più recenti, in particolare relative a nomine e indirizzi politici, confermano un metodo che non posso condividere: decisioni prese per logiche di convenienza e per premiare chi ha saputo muoversi nell’ombra, anziché chi ha sempre lavorato con trasparenza, lealtà e responsabilità. Non intendo più essere parte di un percorso che si è allontanato dai valori in cui credo e che ha permesso atteggiamenti che considero profondamente irrispettosi nei miei confronti”. Non c’è che dire: si tratta evidentemente di amicizia!

Ma la vera ciliegina sulla torta doveva ancora arrivare: dopo qualche giorno il capogruppo della lista civica Difesa e Ripresa, all’interno della quale è stato eletto Abbate, ha auspicato che anche Abbate lasci il gruppo e, se possibile, si dimetta pure da consigliere comunale. Il motivo – avvisiamo anche il lettore più audace di sedersi – è quanto di più comico potesse partorire la destra casalese: Abbate “ha tradito il mandato affidatogli dagli elettori che lo hanno votato in una coalizione di centrodestra”. Firmato Antonio Imperato, già candidato Pd, poi passato a Italia Viva e infine (per ora) alla destra.

La situazione è grave, ma non seria.

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