Erasmus+ Monferrato – Europa

Entrare a fare parte del progetto Erasmus+ G.A.I.A. – un acronimo potente che sta per Global Action to Save the Planet – nel ruolo di youth leader è stata per me una scelta naturale, spinta dal desiderio di contribuire in prima persona a questa esperienza.

Un’esperienza che ha avuto un impatto non solo sulla mia crescita personale, ma anche sul territorio che amo e, soprattutto, sulle trenta anime meravigliose con cui ho condiviso un’intensa settimana. Rosignano Monferrato e Cella Monte, due gioielli incastonati nelle colline del Monferrato, sono diventati per sette giorni il cuore pulsante di un confronto internazionale vibrante, un luogo di dialogo aperto, studio appassionato e, cosa ancora più preziosa, amicizia sincera.

Immaginate trenta giovani, sei per ciascuno dei cinque Paesi partecipanti: Italia, Ungheria, Spagna, Grecia e Romania. Trenta ragazzi e ragazze, ognuno con la propria storia, la propria cultura, ma tutti uniti da una curiosità incontenibile e un desiderio tangibile: capire, agire, diventare protagonisti attivi del cambiamento. Il filo conduttore che ci ha uniti? Il Green Deal europeo, quella strategia ambiziosa della Commissione Europea che mira a trasformare il nostro continente in un’entità climaticamente neutra entro il 2050.

Abbiamo trascorso giornate intere ad esplorare questo tema cruciale. Non la solita lezione frontale, no. Il nostro approccio è stato dinamico, interattivo, profondamente attivo e coinvolgente. Abbiamo sviscerato le proposte politiche, analizzato le azioni concrete già in atto, discusso dei settori più impattati e delle sfide colossali che ci attendono. E la bellezza era proprio in questo: la possibilità di apprendere facendo, di sporcarsi le mani con i concetti, di renderli vivi e accessibili.

Uno dei momenti più belli di tutta la settimana è stato quando ci è stata data l’opportunità di autogestire un’intera giornata di attività. Ognuno di noi ha portato il proprio contributo, mettendo a disposizione le proprie conoscenze per presentare, spiegare, rendere comprensibili anche i concetti più complessi. Abbiamo alternato dibattiti stimolanti a laboratori creativi, dove la teoria prendeva forma. Divisi in gruppi rigorosamente internazionali, ci siamo dedicati a un compito affascinante: la progettazione di una “città ideale”. Una città non utopica, ma concreta, ispirata ai principi inderogabili della sostenibilità e della neutralità climatica. Ogni gruppo ha messo insieme sensibilità diverse, competenze uniche, idee brillanti. È stato un esercizio potente, disegnare una visione tangibile di un futuro possibile, immaginando città basate sulla mobilità dolce, alimentate da energie rinnovabili, ricche di spazi verdi e abitate da comunità consapevoli. Al culmine di questo lavoro, ogni gruppo ha presentato alla fine del progetto, la propria visione con un entusiasmo contagioso. Non si trattava solo di elencare soluzioni tecniche, ma di raccontare le emozioni, le ispirazioni nate semplicemente camminando insieme tra le colline, parlando la sera sotto il cielo del Monferrato, osservando con occhi nuovi la ricchezza del territorio che ci ospitava.

Ogni singola giornata è stata un concentrato di esperienze intensa e indimenticabile. E gran parte di questa meraviglia è merito anche dei luoghi che ci hanno ospitato. Abbiamo alloggiato tra il convitto dell’Istituto Luparia e l’accogliente ostello giovanile di Cella Monte. Entrambi ambienti curati, puliti, dove ci siamo sentiti accolti come a casa. Ma è a tavola che il nostro cuore si riempiva ogni giorno un po’ di più. La meravigliosa ospitalità dei volontari delle Pro Loco di Rosignano e Cella Monte è stata qualcosa di straordinario. Ogni pranzo e ogni cena non erano semplici pasti, ma veri e propri momenti di convivialità autentica, dove i sapori genuini del territorio si mescolavano a una gentilezza semplice, disarmante, che ci ha fatto sentire parte di un’unica grande famiglia. Tra musica, balli tradizionali e molto altro. A loro va un ringraziamento che sento profondo, perché hanno reso tutto più umano, più vivo, più vero.

Nulla di tutto questo, naturalmente, sarebbe stato possibile senza la fiducia di chi ha creduto in noi e nel progetto. Per questo, il mio grazie va innanzitutto ai sindaci di Rosignano Monferrato, Cesare Chiesa, e di Cella Monte, Maurizio Deevasis. Non si sono limitati a un appoggio formale. Ci hanno sostenuto in ogni fase, ci hanno accompagnato con una curiosità autentica, una semplicità disarmante e una vera, grande apertura nei nostri confronti. Hanno condiviso il percorso, rendendo possibile un’esperienza così profonda.

Il mio grazie si estende anche ad una schiera invisibile, ma fondamentale: tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte. Amministratori, tecnici, volontari, collaboratori. Ognuno ha messo un pezzo del proprio cuore in questo progetto. Un’iniziativa così complessa non nasce dal nulla; è il frutto del lavoro di tanti. Grazie per aver creduto nei giovani, per aver trasformato un progetto scritto sulla carta in un’esperienza tangibile, viva e reale.

Ora che le valigie sono state disfatte e ognuno è tornato nel proprio Paese, so che questa esperienza non finisce qui. Abbiamo tessuto legami che non si spezzano, amicizie che hanno abbattuto le frontiere geografiche. Stiamo già pensando a progetti futuri da realizzare insieme. Alcuni dei ragazzi, rapiti dalla bellezza e dall’energia del Monferrato, stanno addirittura organizzando un ritorno qui, mossi dal desiderio di rivivere quei luoghi, quell’atmosfera magica. E questo, per me, è il segnale più potente. G.A.I.A. non è stato solo un progetto Erasmus, per quanto meraviglioso. G.A.I.A. è stato un seme. Un seme di cambiamento, di consapevolezza, di amicizia. E quel seme, sono certa, ora crescerà rigoglioso nei cuori e nelle azioni di ognuno di noi.

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