Le cause avanti agli Organismi Giurisdizionali sono sempre costate, certo con le variazioni del caso, dei tempi, dei luoghi, del tipo di causa. Ne è un esempio lampante il lapidario e per certi versi spumeggiante documento “Venezia 1612” che esaminiamo ed “interpretiamo” sinteticamente. Vediamo se, dopo 400 anni, c’è ancora oggi qualcosa di attuale.
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“Fabisogno per intraprendere lite”
Cassa da Banchier: per iniziare una vertenza giudiziaria occorre avere dei soldi da anticipare e spesso non pochi.
Gamba da Cervier: correre, muoversi, affidarsi ad un professionista (avvocato, leguleio, etc.), essere sempre pronto e sull’avviso: il professionista ad esempio può avere bisogno di rapide ed immediate notizie o urgenza di fare delle comunicazioni.
Pazienza da Romito: nessuna fretta di avere una risposta giudiziaria.
Aver Rason: avere ragione, o almeno un serio fondamento di ragione, altrimenti le conseguenze, già problematiche se si ha “ragione”, potrebbero essere pesantissime.
Saverla Espor: le proprie tesi, i propri argomenti, occorre che siano bene esposti.
Trovar chi l’Intenda: la causa, la vertenza, è nella decisione di chi, per legge, ha la competenza per decidere e che la capisca e comprenda.
E chi la voglia Dar: e che costui voglia “dare questa” ragione.
E debitor che Possa Pagar: perché se si vince la causa dopo tutte le “evoluzioni” di cui sopra, ma il debitore non ha di che pagare, la decisione favorevole non solo è inutile, ma ha comportato e comporterà delle spese irripetibili. Insomma, in tal caso, la decisione la si può… appendere al muro se la si vorrà rimirare!

