Dal 26 ottobre 1863 c’è uno sport che fa battere il cuore a milioni di persone, che fa macinare i chilometri a tifosi di tutto il mondo e che ultimamente fa sorridere gli uomini più potenti e ricchi del globo. Come avrete potuto intuire sto parlando del calcio, un gioco così semplice eppure allo stesso tempo carico e intrinseco di forti emozioni e significati. Tenterò dunque di mettere in luce un movimento che ha scosso (in positivo) l’enorme community che vive il mondo del pallone: il calcio popolare. Col passare degli anni e il forte aumento di interessi, il calcio è diventato sempre di più un “giocattolo” su cui i soggetti più ricchi possono speculare e utilizzare a proprio piacimento club di grande caratura. È proprio per separarsi da questo sistema avviato ormai in un lento salto verso il baratro, caratterizzato da una sempre più forte privatizzazione di eventi sportivi e luoghi di aggregazione che decidono di nascere le squadre di calcio popolare. In Italia si tratta di un fenomeno molto presente soprattutto nelle grandi città che permettono di includere un bacino molto più ampio di sostenitori ma non solo, infatti il calcio popolare nasce con degli ideali che ben si differenziano da quelli che caratterizzano le più alte divisioni di questo sport. I valori di questi club sono ben precisi: antifascismo, antirazzismo e antisessismo. Il tutto incorniciato da atmosfere calde e tifoserie sempre presenti sugli spalti con fumogeni e striscioni che riprendono le virtù di un calcio che non c’è più. Oltre all’aspetto ideologico è interessante evidenziare l’aspetto dirigenziale di queste squadre, autogestite proprio da coloro che la domenica cantano e si divertono sugli spalti che così facendo restituiscono il calcio a chi davvero lo ama. Lontane dai riflettori e dalle serie che contano nascono così squadre come il St Ambroeus Fc , una squadra meneghina militante nelle basse categorie della zona impegnata nell’aiuto dei migranti o nel supporto dei senzatetto durante i mesi più freddi dell’anno. Oltre a questa realtà , nel panorama italiano se ne possono trovare molte altre da nord a sud come: il Comala Fc di Torino, la Borgata Gordiani di Roma, il Centro Storico Lebowski di Firenze, lo Spartak Apuane a Massa e tanti altri. In un calcio in cui le partite del campionato di massima serie italiana vengono disputate in Australia e le finali di coppa giocate in paesi Arabi per aumentare gli introiti, allora noi appassionati possiamo solo riporre tutte le nostre speranze in realtà simili che si dimostrano ribelli ad un sistema sempre più vicino al denaro e sempre meno ai propri tifosi.
Il calcio a chi lo ama
- Autore dell'articolo:Carlo Cavallero
- Articolo pubblicato:8 Gennaio 2026
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