Dopo il 6 ottobre al Liceo Balbo con la partecipazione dell’Istituto Lanza lo scorso 28 ottobre è stata la volta dell’Istituto Leardi con la partecipazione degli studenti del Sobrero ad ospitare un incontro con la dott.ssa Stefania Gavazza Zuber del Museo dell’Internamento Militare Italiano di Monaco che ha intrattenuto i giovani con i loro professori sulla vicenda storica molto poco conosciuta degli IMI, ovvero gli Internati Militari Italiani. Ben 650 mila giovani soldati italiani che, dopo l’infausto Armistizio dell’8 settembre 1943, sono stati catturati dai tedeschi ed internati nei campi di concentramento che per molti di loro si sono trasformati anche in campi di eliminazione. Gli IMI non sono solo caduti di guerra, già cosa tragica di per se, ma sono stati soprannominati i “Volontari del lager” poiché, nonostante la possibilità e quindi la scelta di poter ritornare a casa ma combattendo tra le fila dell’esercito della Repubblica Sociale contro i fratelli italiani che lottavano per la libertà e la democrazia, hanno scelto con il loro “NO!” la parte giusta della storia. Quella storia patria che poi li ha completamente dimenticati per oltre 80 anni! Oltre 55mila tra loro sono stati i morti nei campi, di cui 32 di origine monferrina ed ora, per iniziativa della Associazione casalese “Li riporteremo a casa in Monferrato” 7 di loro saranno rimpatriati, per la prima volta collettivamente, dai cimiteri militari di Francoforte su Meno e di Amburgo ed il prossimo Sabato 19 novembre alle ore 10 presso il cimitero urbano di Casale Monferrato sarà inaugurato il Famedio IMI monferrino a loro dedicato. Così ha presentato l’ìniziativa Andrea Desana, Presidente della Associazione, mentre aveva introdotto l’incontro Franco Degiovanni che ha parlato ai giovani studenti della esperienza di internamento nei campi del padre Giuseppe, anch’egli IMI catturato in Montenegro.
Il rimpatrio collettivo degli IMI Monferrini
- Autore dell'articolo:Andrea Desana
- Articolo pubblicato:4 Novembre 2022
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