La guerra in Ucraina e la lezione di Tucidide

“Ché la guerra non procede affatto secondo norme stabilite, ma da sé escogita per lo più i mezzi adatti all’occasione”

Ilaria Cera sul giornale “Nuove Frontiere News” ha scritto un articolo pubblicato il 31 luglio 2025 al quale è stato dato il titolo Ukraina: Una resistenza straordinaria.

Sì, una resistenza straordinaria, un comportamento quello del Popolo Ucraino potremmo dire davvero al di là del pensabile, ma che evidentemente nella realtà così non è stato: Putin ed il suo Stato Maggiore che dovevano ben conoscere gli Ucraini, avrebbero dovuto saperlo. Il Popolo della Ucraina aveva inoltre espresso, nelle libere elezioni, un Capo di Governo di grande levatura sotto ogni profilo politico – militare- diplomatico e cioè Zelensky.

Nel quarto secolo avanti Cristo in Grecia si scatenò la famosa guerra del Peloponneso fra Atene e Sparta, narrata in modo mirabile dal contemporaneo Tucidide.

Nel libro 1° Tucidide descrive gli inizi dei forti scontri verbali fra le parti con personaggi contrapposti. Siamo a Sparta dove parla una Ambasceria ateniese ed a seguire vi è l’intervento dello spartano Archidamo. Vi sono osservazioni, valutazioni, pensieri, di grande e profonda elevatezza e di sommo rilievo anche sotto il profilo giuridico. I libri che seguono nello sviluppo nella guerra che avverrà, non sono da meno.

La narrazione di Tucidide, partendo appunto dal libro I, vede infatti avvisaglie e scontri verbali fra le due città Atene e Sparta, che preludono alla terribile guerra che seguirà con tentativi da entrambi i rappresentanti delle due città di mettere in evidenza ed in risalto le possibilità che una guerra si scateni e delle conseguenze che ne potrebbero derivare. Ed è proprio Tucidide che circa gli sviluppi imprevisti osserva “Ché la guerra non procede affatto secondo norme stabilite, ma da sé escogita per lo più i mezzi adatti all’occasione”. E più oltre “Che la realtà degli avvenimenti passati e di quelli futuri… secondo il carattere dell’uomo, saranno uguali o simili a questi”. Due flash di espressioni valutative portentose!

Dicono gli Ateniesi rivolti agli spartani: “Metteteci tempo dunque, a deliberare, poiché non di scarsa importanza è la questione… Considerate in anticipo, prima di trovarvici, quanto è grande l’incertezza della guerra. Se si prolunga, di solito si affida alla sorte, e la sorte è tanto lontana da noi che da voi, e si affrontano i pericoli senza sapere in qual modo la guerra andrà a finire. Gli uomini, quando vanno alla guerra, si rivolgono prima a quella cosa che dovrebbero far dopo, cioè all’azione, ma, una volta provata la sventura, si volgono a discutere…, vi diciamo: finché la scelta di una saggia decisione è possibile per entrambe le parti, non rompete i patti, non violate i giuramenti, ma accomodate le contese per vie legali, come vuole l’accordo. Se no, invocando a testimoni gli dei che proteggono i patti, coi mezzi che voi ci mostrate cercheremo di respingere chi comincia la guerra”.

Dice Archidamo, (re degli spartani, e cioè i Lacedemoni), uomo che aveva fama di essere prudente, con riferimento a quanto detto dagli Ateniesi e rivolto ai suoi spartani: “… Io stesso sono già esperto di molte guerre, o Lacedemoni, e vedo che lo sono quelli che tra di voi hanno la mia stessa età, sì che nessuno per inesperienza può desiderare la guerra (come potrebbe capitare ai più), né considerarla una cosa buona e sicura… Ma vi dico di non prendere ancora le armi, bensì di inviare ambascerie e lamentarvi, senza minacciare troppo la guerra e senza far vedere che cederete: intanto preparate i vostri mezzi col procacciarvi alleati tra i Greci e tra i barbari… E se daranno ascolto alle nostre ambascerie, tanto meglio, se no, dopo aver lasciato passare due o tre anni, inizieremo la guerra meglio preparati, se ci parrà opportuno… bensì, se mai, considerare i piani dei nemici come equivalenti ai nostri e la sorte che capita come non determinabile dal ragionamento. Sempre ci dobbiamo preparare nell’azione come se andassimo contro nemici assennati, e non facciamo dipendere le nostre speranze dai loro eventuali errori, ma dalla nostra sicura preveggenza. Non bisogna credere che un uomo sia molto diverso dagli altri, ma invece che è più forte chi è stato educato nelle più dure difficoltà”.

Ilaria Cera, subito all’inizio del suo lungo ed articolato del 31 luglio 2025 sul giornale Nuove Frontiere, in poche righe ne sintetizza il contenuto: “A metà 2025, la guerra in Ucraina si intensifica. Putin rilancia le sue ambizioni con l’incremento dei bombardamenti indiscriminati, Kiev resiste con forza ed estrema determinazione. Zelensky continua a chiedere sostegno internazionale. Gli USA sostengono con cautela, mentre l’UE resta divisa. Corea del Nord si avvicina a Mosca. Il conflitto appare senza fine””

Putin con la conquista della Crimea del 2014 e poi, dopo una preparazione meticolosa e di anni ha aggredito il 24 febbraio 2022 l’Ucraina che, incredibilmente ha avuto la capacità e la prontezza di sapersi difendersi sotto la presidenza di Zelensky che ha dimostrato e continua a dimostrare di essere non solo un Capo dello Stato di grande levatura ma anche un organizzatore dello Stato stesso sul piano bellico e condottiero notevole.

L’aggressione quasi certamente è stata favorita dal fatto che gli Stati Europei, non erano riusciti a dar vita ad una Unione Europea che potesse essere rappresentata da Istituzioni – Organismi – Personalità centralizzati, unitari ed efficienti. L’avvento di Trump quale Presidente degli Stati per tanti aspetti, ha costituito una rivoluzione in funzione però degli interessi degli Stati Uniti stessi: però quasi tutte le prospettive e le realizzazioni che Trump si proponeva, dopo neanche un anno sono già stati vanificati, ma intanto hanno influito, quantomeno in parte sulle varie problematiche esistenti nel Mondo, a cominciare dalla questione ucraina, rafforzando la visione di Putin circa una maggior debolezza degli Stati Europei democratici. Purtroppo Trump, continua a dimostrare di essersi in qualche modo legato a Putin con tutte le conseguenze che ne derivano.

In conclusione, una riflessione e una considerazione vanno fatte. La Russia ha vantato delle ragioni per la invasione della Ucraina – che, fra l’altro, ancora il giorno prima negava di voler fare: ed allora, dato che essa fa anche e soprattutto parte del ristrettissimo Consiglio di Sicurezza dell’Onu (composto di solo 5 membri permanenti ed al vertice del Mondo) con un potere immenso, perché la Russia non ha proposto lì le sue lagnanze e le sue richieste, affinché si discutesse lì e tutto il Mondo vedesse e sentisse, ed ha preferito invadere la Ucraina? La risposta non può che essere ovvia. Certamente l’aggressione della Russia alla Ucraina e la guerra che è tuttora in corso senza che ancora si intravveda una possibilità di composizione, stanno di fatto… costringendo gli Stati Europei a strutturassi sempre più a Stato unitario: oggi questa… Europa si fa sentire e comincia a seriamente incidere.

Sullo sfondo poi delle vicende mondiali, gli Stati di natura dittatoriale quali Russia, Cina, Corea del Nord, stanno costituendo forme di collegamenti ed alleanze che si proiettano nel futuro.

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