La Storia di Casale Monferrato data da lungi. Mio intendimento è riproporre i contenuti del Serto Poetico e non altro. Dopo un breve cenno iniziale ricopiato dal volumetto redatto da Gabriele Serrafero “Casalaschi del medioevo” stampato nel mese di ottobre del 2001 da Artigiana San Giuseppe Lavoratore Coop. Sociale s.r.l.”, passerò al Serto Poetico.
Gabriele Serrafero (nato nel 1911) intitolò il suo volumetto ‘Casalaschi del medioevo’ e così scrive presentandolo:
“”Mi auguro che i lettori casalesi
di questo piccolo libro non si
sentano offesi dal titolo di CASALASCHI
che attribuisco ai loro avi.
Non ha un significato dispregiativo
ma è semplicemente la sintesi del loro
temperamento che traspare dalla
conoscenza dei loro ordinamenti.
Ogni epoca ha i suoi personaggi,
le sue leggi, i suoi costumi, con i loro
difetti e le loro virtù.
Il libro che ha carattere divulgativo
racconta in modo succinto la nascita
della Città, la sua toponomastica,
i suoi commerci, i suoi ordinamenti
amministrativi, le sue vicende belliche
e la sua evoluzione dal 1000 al 1300””.
G.S.
Prosegue Gabriele Serrafero nella parte iniziale parlando di Galeotto del Carretto (nato poco prima del 1455, Encicl. Treccani):
‘Galeotto del Carretto’, nel suo poema in ottava rima: “Cronache del Monferrato”, così descriveva la nostra terra:
“Ivi non monti, ma bei colli et culti
fertili, aprici sono et ben distinti,
d’aratro patienti, ornati et fulti
di vite e de fructifer arbor cinti
Si che per lor beltade han dicto multi
da Dio et Natura esser dipinti;
A piè dei Colli sono valli et belli
prati verdi et placidi ruscelli.
Si che qualunque ben misura et vede
di questa patria ogni suo colle et piano,
dirà di Vener bella esser la sede,
et quella coltivar con propria mano.
Et chi ben pensa ad quello che possiede
il qual è necessario al victo humano,
dirallo esser di Bacco albergo fido,
e di Cerer verace ostello et nido”
Qualche anno fa sui Media sorse una certa discussione in merito alla denominazione Casalaschi o Casalesi, ma tutto ebbe presto termine e rimase quella da molto tempo ormai in atto, e cioè Casalesi, unitamente con l’altra denominazione che abbraccia anche proprio il Territorio e cioè Monferrini.
Brevi cenni dall’interessantissimo volumetto di Gabriele Serrafero:“” Il più antico documento su cui leggi ‘Monspharratus’ risale ai primi del 700 d.C. e si riferisce a donazioni del re Liuprando al Monastero di S. Pietro in Ciel d’Oro di Pavia: donazioni “quae du Monspharratus deturent”. Tale nome è quindi storicamente anteriore di due secoli a quello di Casale, per la prima volta nominato in un documento del 988…. I Monferrini sono legati alla versione di Vincenzo de Conti, il quale, nel descrivere la nostra terra, dice: “Essere Casale in una situazione di assai pregio per l’amenità e la salubrità dell’aria e felice si può chiamare per l’abbondanza di ogni bene di natura, necessaria al vitto umano, donde pare sia derivato a questo paese il nome di Monferrato quale Monte Ferace”… E fu proprio qui, nelle sponde dell’Eridano, che Liutprando, Re Longobardo, contribuì alla costruzione di una basilica con annesso ospedale dedicandola a S. Evasio. Il concorso di fedeli e di pellegrini favorì la costruzione di case, creando un forte nucleo di popolazione. Così nacque Casale””. Prosegue il libro di Gabriele Serrafero fino al 1.300 circa nella narrazione delle vicende complesse e convulse del Monferrato e di Casale. Galeotto del Carretto nacque poco dopo il 1455, Giuseppe de Conti nacque il 1743.
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Venne scritto in allora un Serto Poetico, stampato a Casale Tipografia Er Maffei e Gio Scrivano, ora riprodotto nella ‘Nuova Edizione’ del 2010 che sotto si legge. Il Serto che inizia con “Concittadini…” rivolgendosi ai Casalesi, è un inneggiamento al Re Carlo Alberto al quale vengono presentate “alquante poesie” che sono quelle componenti il Serto. Si firmarono i Sindaci Cav. Alessandro Montiglio e Avv. Pietro Ceriola.
Riporto testo della ‘Nuova Edizione’ “””Nella solenne entrata del Senato di Casale, il XVII aprile MDCCCXXXVIII: serto poetico ( Brossura ) – 15 giugno 2010. Serto Poetico di ANOYMUS. Editore Nabu Press –Repart General. Via San Romano 60. 50135 Firenze””” – Amazon Book.
“Casale, per secoli capitale del Monferrato e sede di Senato, ora viene ignorata o citata di sfuggita”
“Da alcuni anni leggiamo segnalazioni storiche e turistiche su Langhe – Monferrato – Roero. Ma la città di Casale Monferrato che fu per secoli la Capitale del Monferrato o non viene citata o viene citata di sfuggita come una delle tante località facenti parte del Monferrato. E su ciò non leggo che si scriva o si faccia nulla per segnalare, almeno in un cenno, quale fu la grandiosa, straordinaria Storia della Capitale del Monferrato. Parafrasando una espressione latina – romana, si può citare la frase “”” Damnatio Memoriae “”” che veniva riferita ad aspetti di realtà romana che erano appunto, per motivi vari, cancellati da ogni ricordo”.
“E veniamo al Monferrato, a Casale Capitale di esso, a Casale Sede di Senato”.
“Per un lungo momento storico, in Piemonte si ebbero due Senati: quello di Torino e quello di Casale Monferrato: quello di Casale Monferrato aveva giurisdizione anche in aree lombarde. I Senati svolgevano attività politico amministrative ed erano altresì Giudici di Appello delle sentenze dei Giudici Ordinari. Dei Senati si diceva – ‘Senatus judicat tamquam’ Deus: ‘Il Senato giudica come un Dio’”.
“Il Senato di Casale, soppresso nel 1730 da Carlo Emanuele di Savoia, venne ricostituito nel 1837 con editto di Carlo Alberto assumendo poi, con la soppressione del Senato stesso, la denominazione di Corte d’Appello. Il Municipio di Casale, come descritto infra da Luigi Gabotto, deliberò di erigere il Monumento equestre a Carlo Alberto che svetta poderoso, superbo, vincente, nella piazza centrale della città: piazza Giuseppe Mazzini, già piazza Carlo Alberto, o piazza del Cavallo. La Corte d’Appello venne soppressa nel 1923”.
“Luigi Gabotto nel ricordare che la popolazione raccolse la cospicua somma per erigere il monumento, scrive: “””…che la popolazione tutta, cui si aggiungeva immensa folla di forestieri, riempiva la capace piazza ed finestre ed i portici che la circondavano; le donne e le signore vi occupavano tutte le finestre ed i balconi prospicienti, la guarnigione in parata faceva bella mostra sulla piazza medesima e nelle adiacenti contrade, mentre gli illustrissimi Sindaci accoglievano il sig. Governatore della Provincia e le primarie autorità ecclesiastiche, giudiziarie, civili e militari…”
“Venne scritto in allora un Serto Poetico, stampato a Casale Tipografia Er Maffei e Gio Scrivano, ora riprodotto nella ‘Nuova Edizione’ del 2010 che sotto si legge. Il Serto che inizia con “ Concittadini…” rivolgendosi ai Casalesi, è un inneggiamento al Re Carlo Alberto al quale vengono presentate “ alquante poesie ” che sono quelle componenti il Serto. Si firmarono i Sindaci Cav. Alessandro Montiglio e Avv. Pietro Ceriola”.
Riporto testo della ‘Nuova Edizione’ “””Nella solenne entrata del Senato di Casale, il XVII aprile MDCCCXXXVIII: serto poetico ( Brossura ) – 15 giugno 2010. Serto Poetico di ANOYMUS. Editore Nabu Press –Repart General. Via San Romano 60. 50135 Firenze””” – Amazon Book.
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