Come sappiamo tutti, ancora oggi a Gaza regnano il terrore e la sofferenza causati dalla guerra. Israele continua le operazioni militari nella Striscia, con l’obiettivo — secondo molti osservatori — di occupare l’intero territorio palestinese.
L’UNICEF ha riferito che, da ottobre 2023, oltre 15.000 bambini sono stati uccisi. Le cause di queste morti sono molteplici: bombardamenti diretti su abitazioni, scuole e ospedali; carestia e mancanza di cibo, che hanno causato una grave crisi di malnutrizione tra i più piccoli; assenza di cure mediche adeguate, a causa del collasso del sistema sanitario; condizioni climatiche estreme, come il freddo pungente senza ripari adeguati (che può causare ipotermia) oppure il caldo estremo unito alla mancanza di acqua, che porta a disidratazione e a malattie che, se non curate, possono risultare mortali.
Siamo al 29 gennaio 2024, a Gaza. Una famiglia palestinese cerca di fuggire dal quartiere Tel al-Hawa a causa dei bombardamenti e dell’avanzata dell’esercito israeliano.
Nel veicolo ci sono Hind Rajab, una bambina di 5 anni, insieme allo zio, alla zia e a tre suoi cugini.
Durante la fuga, l’auto viene colpita da un carro armato israeliano. Tutti i passeggeri muoiono sul colpo, tranne due: Hind e la cugina quindicenne Layan Hamadeh.
Layan riesce a chiamare i soccorsi. La chiamata viene registrata: si sente la sua voce tremante mentre dice che tutti gli altri sono morti e che loro sono sotto il fuoco.
Poco dopo, nella stessa chiamata, si sentono spari. Layan viene colpita e uccisa.
Rimane solo Hind, da sola, ferita e intrappolata nel veicolo, circondata dai corpi dei suoi familiari.
Per ore, Hind supplica i soccorsi: “Per favore, venite a prendermi”.
Un’ambulanza della Mezzaluna Rossa Palestinese tenta di raggiungerla, dopo aver chiesto un corridoio sicuro alle autorità israeliane. Ma anche l’ambulanza viene colpita: i due paramedici a bordo muoiono.
Dodici giorni dopo, quando le truppe israeliane si ritirano dalla zona, i corpi vengono ritrovati. Hind non è sopravvissuta. È morta da sola, senza che nessuno sia riuscito a salvarla.
Questa scena così tragica e cruda ha commosso il mondo intero.
Tra le persone profondamente colpite c’è la regista tunisina Kaouther Ben Hania, che ha deciso di raccontare questa storia attraverso il cinema.
Nasce così il film “The Voice of Hind Rajab”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, uno dei festival cinematografici più importanti al mondo.
Il film ha ricevuto il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, toccando il cuore di pubblico e critica.
La Mostra di Venezia non è solo un evento che celebra il cinema d’autore e internazionale, ma è anche uno spazio che dà voce a film politicamente impegnati e a storie vere, come quella di Hind Rajab, che è diventata simbolo della sofferenza dei civili — soprattutto dei bambini — nella Striscia di Gaza.
Durante la premiazione, applausi scroscianti e lunghi ben 24 minuti hanno riempito la sala, come segno di rispetto profondo per la storia di Hind Rajab e per il coraggio di chi ha portato questa tragedia sul grande schermo.
