PFAS: sentenza storica per inquinamento

Come emerso da un’inchiesta condotta da Marialuisa Di Simone e spiegato agli studenti del nostro corso di giornalismo gli effetti da inquinamento da PFAS sono tanto imprevedibili quanto importanti per l’uomo. Il 26 giugno 2025, la Corte d’Assise di Vicenza ha emesso una sentenza penale per inquinamento da PFAS agli ex dirigenti della Miteni responsabili di aver inquinato le acque attraverso lo scarico dei rifiuti di PFAS. Una sentenza storica di rilevanza assoluta per reati di avvelenamento doloso delle acque, disastro ambientale e altre accuse, per un totale di 141 anni di carcere. Oltre alla condanna penale sono stati disposti risarcimenti alle oltre 300 parti civili per un totale di 75 milioni di euro.

Per la prima volta in Italia è stata riconosciuta la responsabilità penale per inquinamento da PFAS.

Ora, come sappiamo, dal 2021, la produzione della Miteni prima operante nella Regione Veneto è stata spostata in provincia di Alessandria, per l’esattezza a Spinetta Marengo, e, come emerge da una recente indagine a campione condotta da Greenpeace Italia, è stata rilevata un’elevata presenza di contaminazione da PFAS nelle acque territoriali nella provincia di Alessandria. Ciò significa che in questi anni i rifiuti prodotti vengono ancora scaricati nelle falde acquifere inquinando le acque che scorrono nei nostri rubinetti. Ricordiamo che gli effetti sull’uomo si producono attraverso l’assunzione dell’acqua contaminata.

Di fronte a questa importante sentenza penale la politica piemontese non si è ancora espressa ma i cittadini si aspettano una presa di posizione netta da chi ci governa. Un territorio che ha già sofferto e patito sulla propria pelle gli effetti derivanti da danni ambientali non merita il silenzio delle istituzioni locali che hanno il dovere di salvaguardare il diritto alla salute dei propri cittadini.

Non resta che attendere gli sviluppi di questo importante traguardo ottenuto e l’andamento del processo, visto che siamo nel primo grado di giudizio.27

Il 26 giugno 2025 la Corte d’Assise di Vicenza ha emesso una storica sentenza penale per inquinamento da PFAS, condannando gli ex dirigenti della Miteni, ritenuti responsabili dello sversamento di queste sostanze tossiche nelle acque.
Si tratta di una decisione di assoluto rilievo nel panorama giudiziario italiano: le accuse, che comprendono l’avvelenamento doloso delle acque, disastro ambientale e altri gravi reati, hanno portato a un totale complessivo di 141 anni di carcere.
Oltre alle condanne penali, il tribunale ha disposto risarcimenti per oltre 75 milioni di euro a favore di più di 300 parti civili. È la prima volta in Italia che viene riconosciuta una responsabilità penale per l’inquinamento da PFAS.

Dal 2021, come è noto, la produzione della Miteni – un tempo attiva in Veneto – è stata trasferita a Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria. Tuttavia, secondo una recente indagine campionaria condotta da Greenpeace Italia, anche in questa zona si registra una preoccupante contaminazione da PFAS nelle acque territoriali.
Questo indica che, nonostante il trasferimento, i rifiuti continuano ad essere smaltiti nelle falde acquifere, mettendo a rischio l’acqua potabile e, di conseguenza, la salute della popolazione. Ricordiamo che l’esposizione per l’uomo avviene principalmente attraverso l’assunzione di acqua contaminata.

Nonostante la portata di questa sentenza, le istituzioni piemontesi non hanno ancora preso una posizione ufficiale, lasciando i cittadini in attesa di risposte. In un territorio già segnato da gravi danni ambientali, il silenzio della politica locale è inaccettabile: chi governa ha il dovere di tutelare il diritto alla salute della propria comunità.

Ora non resta che seguire gli sviluppi di questo processo, ancora al primo grado di giudizio, e auspicare che la giustizia faccia il suo corso fino in fondo.

 

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