Piccoli passi, giovani menti, grandi verità

Sdraiata sulla cima del Mondo. Candide vesti, sguardo profondo.

Lei che a tutto sa rispondere, sfida l’uomo oltre ai suoi stessi limiti.

Filosofia si diverte, è spietata. Ama quell’inquietudine radicata nell’uomo pensante, figlia dell’insoddisfazione.

Entra nelle menti più profonde, dialoga con la ragione e cerca di dimostrare gli oscuri misteri che l’uomo è convinto di governare.

È forte, lei donna, è necessaria, lei saggia; l’approccio con la filosofia da parte dei giovani non è solo studiare noiosi personaggi del passato, bensì stimolare le giovani menti e scombussolare le loro deboli certezze.

Per quanto sembri inutile al giorno d’oggi tornare alle origini partendo da chi per primo ha iniziato a porsi domande, è ciò che permette ai ragazzi di aprire gli occhi.

Il metodo razionale che lentamente la filosofia insegna permette di imparare ad approfondire il più sottovalutato dei dettagli. Capiscono presto che i problemi più complessi si celano dietro alle banalità che la mente umana si illude di conoscere.

La filosofia permette ai giovani di mettersi in discussione, di aprirsi a nuovi orizzonti ma soprattutto di abbandonare i luoghi comuni.

Quando durante il percorso di studi il giovane entra all’interno del complesso mondo della ragione deve essere accompagnato a piccoli passi. Deve capire che lo scopo centrale dello studiare la filosofia non è conoscere dettagliatamente pagine di vita o pensieri imparati a memoria, inutile fatica, bensì confrontare quelle stesse parole con il mondo in cui si vive ed interiorizzare il pensiero di grandi menti, confrontandolo con la breve esperienza da lui vissuta.

Inoltre i ragazzi devono avere ben chiaro che aprire un libro di filosofia a sedici anni, non è da considerare un atto dovuto, è amore verso sé stessi, è consapevolezza.

Per questa stessa motivazione tutti i giovani in quanto menti del futuro, dovrebbero avere la possibilità di confrontarsi con la filosofia, bisognerebbe abolire il privilegio dei liceali di prosciugare da chi nel passato ha avuto la lucidità di esplorare l’invisibile e farne un diritto, aperto a tutti i ragazzi a prescindere dalla loro scelta scolastica.

È Il diritto di sapere la verità e di conoscere i differenti punti di vista, di filtrare la vita tramite un ragionamento tanto oggettivo quanto personale Vedrete, voi che l’anima ingenua criticate, che fioca si accenderà nei ragazzi una maturità diversa, profonda e splendente.

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