“Anni fa ricorrendo ad una persona in grado di acquisire documenti e altro in vendita su online (io non ero e non sono mai stato in grado di farlo) ho acquistato un documento ‘Museo Scientifico, letterario ed Artistico’, stampato se non erro il 2 settembre 1843 dalla Tipografia Fontana in Torino – con permiss. (Anno V) così c’è scritto. Il documento configura la rappresentazione del ‘‘Modello dello scultore milanese Abbondio Sangiorgio fuso in bronzo nell’officina del sig. G. B. Viscardi’’in un disegno di Eleuterio Pagliano, il tutto come da narrazione del Prof. Bartolomeo Bona, preceduta dalla presentazione del cav. Baratta. Casale sede unica del Senato, Capitale del Monferrato per tanto tempo, era stata privata del Senato stesso da Carlo Emanuele III nel 1837. Nel 1838 Carlo Alberto lo ripristinò assumendo quindi la denominazione di Corte d’Appello”.
“Storica e descrittiva narrazione in merito alla statua equestre di Re Carlo Alberto, svolta con profondità di dottrina e somma ammirazione verso la città di Casale e nei confronti di Carlo Alberto dal Prof. Bartolomeo Bona. Riferimenti sommi vengono ricordati con citazioni di Greci e Romani circa l’erezione di monumenti a Personaggi di grande rilievo in marmo e particolarmente in bronzo. Casale, afferma il prof. Bona, ha seguito tali antiche orme gloriose. Si ricordano numerosissimi Personaggi del passato che ebbero siffatti riconoscimenti, si citano gli Aleramici ed i Paleologi. Si descrive poi la statua eretta in Casale con il Re Carlo Alberto vestito in costume eroico e non in abito spagnolo; si descrive il cavallo. La narrazione è lunga specie con riferimento al comportamento della città di Casale e nei suoi confronti”.
“Di tale lunghissima narrazione, ho citato, in minima parte, estratti in corsivo che ho virgolettato. Precede il discorso del Prof. Bona, la presentazione da parte del Cav. F. Baratta, come segue”.
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“”L’erezione del grande e sontuoso monumento offerto dai Casalesi alla Maestà del Re Carlo Alberto, costituisce un fatto notevolissimo, per più rispetti, di essere solennemente encomiato e ricordato. – E’ bello e consolante, nel senso morale, il vedere da un lato, il Principe amoroso che seconda l’onesto desiderio di una città per varii titoli ragguardevole, e dall’altro lato questa città medesima, la quale compresa da vivissima gratitudine, non contenta di proclamare ai presenti il ricevuto beneficio, ne imprime la memoria in un’opera d’arte, che ha tutta la durevolezza conceduta ai lavori usciti dalla mano dell’uomo. – Lo statistico e ’l filosofo che studia le condizioni de’ popoli, s’affisano, a posta loro, con meraviglia in codesta imagine augusta, la quale mentre risplende di tutta la grandezza, di tutto il fasto che i monumenti ritraggono da un gran principe o da un gran popolo, non ebbe altra sorgente che le libere offerte de’ cittadini, raccolte in brevi ore, entro i brevi confini di un municipio! Caso mirabile, e forse senza esempio, e che è di per sè troppo eloquente onde occorrano commenti a crescergli luce. – – L’artista, per fine, ed in generale chiunque si commuove alle glorie italiane, saluta con lieto palpito l’innalzamento di quest’illustre colosso, il quale, sia che attendasi alla fama dello scultore trascelto a modellarlo, come alla nobile vastità delle dategli proporzioni, noverasi, senza contrasto, tra le più chiare prove dell’arte moderna, ed è così destinato ad occupare una bella pagina ne’ fasti tanto gloriosi dell’ingegno italiano. – — Questi, e varii altri consimili motivi, che intralasciamo di svolgere, conciliando al casalese monumento una somma importanza, ci spinsero ad abbracciare un consiglio che incontrerà, ne siam certi, l’universale approvazione de’ cortesi lettori del Museo. – – Ciò fu di procurare, anzi tutto, che il monumento in discorso venisse fedelmente disegnato e degnamente inciso in legno, nelle dimensioni analoghe al foglio nostro, e di dedicare quindi un intero numero del Giornale alla di lui illustrazione, riproducendo, a tal uopo, il dotto ed elegante ragionamento compilato in proposito dal ch.mo Professore Bona, il quale avuto cotale incarico dagli Ill.mi signori Sindaci Presidenti della Commissione soprastante all’erezione della statua, satisfece all’officio suo in guisa da meritarsi il suffragio di quanti sono giudici in fatto di arte e di lettere. Tanto più che il Discorso del Bona, oltre di abbracciare ogni storica e descrittiva notizia desiderabile intorno al colosso, svolge con singolare acume e profondità di dottrina una delle più ardue e gravi estetiche quistioni, ed ha quindi un titolo speciale che basta a darle altissimo pregio agli occhi di chiunque coltiva le liberali discipline
Cav. BAR ATTA””
Alla presentazione del Cav. Baratta di cui sopra, segue appunto quello che fu definito, a dir poco, lo strepitoso lungo RAGIONAMENTO di Bartolomeo Bona, preceduto, nel documento di cui si tratta, dalla premessa di cui infra:
“” SULLA STATUA EQUESTRE DEDICATA A S. M. IL RE CARLO ALBERTO DALLA CITTA’ DI CASALE
RAGIONAMENTO
DI
BARTOLOMEO BONA — PROFESSORE DI RETTORICA NEL R. COLLEGIO DI CASALE, — MEMBRO DEL COLLEGIO DI SCIENZE E LETTERE NELLA R.UNIVERSITA’, — SOCIO CORRISPONDENTE DELLA R. DEPUTAZIONE SOPRE GLI STUDI DI — STORIA PATRIA E DELLA R. ACCADEMIA DELLE SCIENZE DI TORINO.
“”1. Solenne usanza delle più colte nazioni, e specialmente della Greca e della Romana, fu il dar merito di nobili statue a coloro, che per utili virtù od insigni benefizi segnalaronsi, alla durevolezza de’ bronzi o de’ marmi raccomandandone la memoria. Primi in Grecia dopo gli Dèi ebbero onore di statue gli Olimpionici, siccome del lottatore Eutelide afferma Pausania averla in Elide ottenuta infino dall’olimpiade trentottesima, che però probabilmente non fu il primo: tanto l’esercizio della forza, ed il paragone del valore, pure ne’simulati combattimenti, erano colà apprezzati; e la nobil palma riportata a’sacri giuochi, vanto forse maggiore de’ trionfali allori fra i Romani, ne agguagliava i vincitori agli Dèi.””
Il Prof. Bona prosegue nel narrare che i Grechi prima ed i Romani dopo celebrarono Dei ed atleti con statue, soprattutto i Romani eressero dei monumenti equestri e ricorda ad esempio, fra tanti, la celebre statua in bronzo di Marco Aurelio.
“”IV. Tali gloriose orme degli antichi degnamente seguitava la citta di Casale, allorquando, or fa cinque anni, decretava ad onore del vivente Re Carlo Alberto l’equestre statua .…””
Prosegue Bona osservando che dopo la soppressione del Senato avvenuta nel 1730 ad opera dei Savoia, Carlo Alberto appunto aveva stabilito “”la sede di un nuovo Senato in questa città, e ne restaurò l’antico suo splendore…. Casale, ebbe un dì…la gloria di essere la capitale e l’ordinaria dimora di quegli antichi Marchesi di Monferrato, che del loro nome riempirono le italiane e le straniere storie””.
Prosegue Bona ricordando gli Aleramici ed i Paleologi ed infine Carlo Alberto “”…e chiunque…troverà ragionevolissimo che questa Civica Amministrazione…decretasse una statua per attestare ai posteri la sua riconoscenza al Re, che, tanto favore largheggiandole, le apriva una novella Era di più fausti avvenimenti.””
“”… Egli è però a sapere…tosto manifestossi nel pubblico il desiderio che questa fosse equestre e di bronzo, e si facesse non a spese dell’erario del Comune, sì per libere private elargizioni. Invero… i ragguardevolissimi signori Conte Carlo Raineri, Marchese Ludovico Pallavicino Mossi, e Conte Carlo Maistre, nel giro di pochi giorni se ne ottenne l’egregia somma di lire ottantamila incirca di Piemonte…””
Venne costituita una Commissione specifica, il cui “”…. “”VI Primo suo pensiero…esser doveva di affidare il modello del monumento a une artefice tale, la cui fama per dimostrata perizia in tali ragioni di lavori fosse un’arra sicura di riuscita degna del Re cui si doveva dedicare, degna dello splendore onde l’arte in Italia va presentemente superba.”” Viene scelto Abbondio Sangiorgo e l’incisore in bronzo Luigi Manfredini.
“”VII. Grave questione si offerse alla Commissione nel decidere intorno alla vestitura… con cui effigiare si dovesse l’Augusto Principe.””
Il Sangiorgio presenta due modelli: “”uno nell’abito spagnuolo di Gran Mastro dell’Ordine Supremo della SS. Nunziata.”” La Commissione sentiti i pareri di illustri Personaggi lungamente alla fine decise “”… Le erudite risposte, e di cui essi furono cortesi alla Commissione, tutte, da una in fuori, riuscirono concordi per la preferenza del costume eroico.””E qui il prof. Bona molto si dilunga in modo eccelso, dotto, magistrale, arguto, per indicare come e perché, e giustamente ed a suo giudizio anche, venne fatta detta scelta, e poi descrive il monumento.
“”…XIV… Verrò ora a dare…. per quanto possibile… un’idea del monumento stesso… Il re, vestito di semplice tunica, con clamide sovrapposta che fermata sul destro omero gli cade di dietro rigettata sull’anca sinistra del cavallo, e armato di parazonio pendentegli ad armacollo dal fianco, nudo il capo,, il collo e le braccia, coperto i piedi di semplici calzari, siede dignitosamente su generoso destriero, cui stringe il freno colla sinistra; e maestoso ed insieme cortese in volto stende graziosamente il destro braccio, colla palma piuttosto concava in giù rivolta, indice della protezione alla Città conceduta. Il destriero pieno di vita e di brio…””
“”Nel cavallo con savio accorgimento cercò il Sangiorgio… di adunare tutte le ideali bellezze che convengono a nobile e veloce corsiero…; disegno accurato del Casalese sig. Eleuterio Pagliano.”” Avviandosi alla fine il prof. Bona, accenna alla scritta in latino sul monumento dedicata al Re con somma riverenza e rispettose esaltazioni….
Termina il prof. Bona come segue:
“”Onore intanto alla Cittadinanza di Casale, che rinnovando sì degnamente gl’illustri esempi degli antichi, prepara una preziosa eredità di nome a’ nipoti. Lode a questo inclito Corpo Decurionale, che con tanta pompa e festività celebrando la solenne dedicazione del monumento, da lui primamente decretato alla Maestà del Re Carlo Alberto, rende il giorno ventesimo di maggio dell’anno milleottocentoquarantatre sempre cara e gloriosa ricordanza alla nostra più tarda posterità.”” ( * )
In calce al discorso del Prof. Bona ed alla fine dello stesso, c’è la seguente postilla asterisco.
( * )“”Di questo fortissimo discorso si pubblicò a spese del civico municipio Casalese, coi torchi del Fontana, una superba edizione in – 4° grande, e in-folio, la quale sia per tipografico nitore, come per ricchezza ed eleganza, tale riescì da rivaleggiare colle più splendide produzione delle officine italiane e straniere. Ma essendosi di essa stampato un numero di esemplari insufficiente a sopperire alle numerose richieste fatte dalle Province e dall’Estero, se ne sta ora compiendo un’altra edizione in -8°, corredata dell’intaglio stesso che fregia il foglio presente.
(Continua 2 di 9)
