Tra predoni e intitolazioni

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Un mattino dello scorso mese, uno degli autocrati predoni che in questo sfortunato periodo storico stanno infestando il mondo, si alza e pubblica l’ennesimo post sui social media. Si tratta in questo caso di King Donald Trump che scrive: “Se per qualsiasi motivo non si raggiungerà presto un accordo, cosa che probabilmente accadrà, e se lo Stretto di Hormuz non sarà immediatamente ‘aperto agli affari’, concluderemo il nostro piacevole ‘soggiorno’ in Iran facendo saltare in aria e annientando completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse anche tutti gli impianti di desalinizzazione!), che abbiamo volutamente lasciato da parte”.

Qualche tempo dopo si alza e minaccia con l’ultimatum di cancellare un’intera civiltà…

Il giornalista americano WJ Hennigan esperto di politica estera del New York Times, scriveva: “La sua proposta, se attuata, costituirebbe quasi certamente un crimine di guerra. Uno dei principi cardine delle leggi che regolano i conflitti moderni è che colpire i civili è vietato nelle campagne militari. I principi del diritto bellico consuetudinario proibirebbero la distruzione mirata di infrastrutture che forniscono servizi essenziali ai civili”.

Basterebbero questi due frammenti per comprendere la divisione interna di quella che era ritenuta un teampo la più importante democrazie del mondo.

E noi? Mentre andiamo incontro a grandi falcate verso una probabile catastrofe economica, con prezzi alle stelle, anziché prenderne coscienza e affrontarne le conseguenze, a Casale, ammalata da intitolite ci trastulliamo nelle intitolazioni identitarie… quando potremo vedere il toponimo: Largo del Buon Senso?

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